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Basta stragi in mare – Volantino del CSA Stop Razzismo (Prato)

Lunedì 12 maggio a largo delle coste libiche a sud di Lampedusa è avvenuta l’ultima strage di immigrati. Più di 200 persone hanno perso la vita per il rovesciamento di un barcone: decine di bambini e ragazzini in maggioranza somali ed eritrei. E’ un bilancio tragico. Questa strage segue di pochi mesi quelle dello scorso ottobre nelle quali persero la vita più di 800 persone, tantissime le donne ed i bambini. Proprio ad ottobre un peschereccio carico di profughi siriani fu lasciato consapevolmente e colpevolmente affondare dalla marina italiana e da quella maltese nonostante esistessero le condizioni per il salvataggio. Questione di “competenze territoriali”, si giustificarono. Negli ultimi 20 anni sono decine di migliaia i bambini le donne e gli uomini che hanno perso la vita in modo simile. Dunque tutto “normale”.

Chi affronta viaggi così pericolosi, attraversando il deserto, passando di mano in mano a trafficanti senza scrupoli, per poi attraversare il braccio di mare che separa la Libia dall’Europa, lo fa perché cerca di sfuggire a guerre o a feroci dittature. Devono essere accolti.

Chi affronta viaggi così pericolosi lo fa perché attualmente non ci sono alternative per entrare in Italia ed in Europa.

La fortezza Europa è la causa di queste tragedie.

Gli accordi siglati dall’Italia e da altri paesi europei con i paesi di “transito” hanno il solo scopo di rendere i respingimenti efficaci. La super-finanziata agenzia Frontex è un sistema di coordinamento europeo per il controllo delle frontiere, finalizzato al contrasto dell’immigrazione non al salvataggio di vite umane. L’operazione “Mare nostrum” si inscrive in questo contesto e persegue le stesse finalità. Per questo è normale cercare di raggiungere l’Europa sui barconi in mano agli scafisti ed è normale morire in questo modo. L’ipocrisia dei governanti Italiani ed Europei che piangono lacrime di coccodrillo ed al contempo pretendono frontiere più sicure (più sicure per chi?) mal nasconde queste elementari verità.

E’ necessario aprire immediatamente un canale umanitario che permetta ai profughi di raggiungere l’Europa in modo sicuro e dignitoso.  Non c’è alternativa, altrimenti, al ripetersi di tragedie analoghe. La logica degli stati, del controllo militare delle frontiere, del contrasto dell’immigrazione continuerà a causare stragi.

La vita umana è il bene più prezioso. Per questo ci battiamo per l’accoglienza piena e dignitosa per tutte e tutti. C’è bisogno per questo di far crescere una nuova cultura ed una nuova pratica della solidarietà che parta dal fatto semplice e profondo di essere tutti esseri umani. Lottare per l’accoglienza  è, d’altra parte, il modo più serio e credibile per difendere il diritto ad una vita dignitosa per tutti quanti.

ACCOGLIENZA PER TUTTE E TUTTI PIENA E DIGNITOSA
IMMEDIATA APERTURA DI UN CANALE UMANITARIO

Prato, martedì 13 maggio 2014

COMITATO STOPRAZZISMO DI PRATO
per contatti ed informazioni: stoprazzismoprato@yahoo.it

BASTA STRAGI!!
ACCOGLIENZA PER TUTTI SENZA CONDIZIONI!!

All’alba di giovedì 3 ottobre un barcone con circa cinquecento immigrati, per la gran parte di origine eritrea e somala, si rovescia al largo di Lampedusa, sono circa 350 le vittime di questa ennesima tragedia, tra cui donne e bambini.

A questa strage di enormi proporzioni si uniscono le vittime di qualche giorno prima nel ragusano, di fronte alla spiaggia di Sampieri: muoiono 13 persone, quasi tutti eritree, gettate barbaramente in mare a colpi di frusta dai criminali al timone. È solo la maggiore vicinanza alla riva e l’aiuto dei bagnanti che evita un numero di morti molto più alto ed alla fine sono quasi 200 a salvarsi.

Siamo vicini a queste nostre sorelle e fratelli sopravvissuti, siamo per la loro accoglienza incondizionata e per l’immediato riconoscimento dello status di rifugiati essendo tutte persone provenienti da zone di guerra o in fuga da regimi dittatoriali, con cui – tra l’altro – lo Stato italiano ha relazioni e responsabilità dirette ed indirette, come nel caso dell’Eritrea e della Somalia.

Ma perché queste continue e ripetute stragi di innocenti, che vengono dipinte come inevitabili?

Il traffico di esseri umani che pullula sulle coste del Mediterraneo, in particolare dalla Libia, è fonte di enormi profitti per molte organizzazioni criminali, ma è la conseguenza delle scelte degli Stati europei e degli accordi politici stretti con vari regimi per controllare maggiormente il flusso migratorio verso il nord del mondo. Gli Stati europei hanno spostato i confini della loro fortezza oltremare, blindando le frontiere: è questa la prima causa di queste immani tragedie, è di ciò che si nutrono i mercanti di esseri umani per far proliferare i loro traffici, in accordo con i regimi nord africani e le loro polizie.

In questo contesto lo Stato italiano si è contraddistinto, istituendo leggi e normative pesantemente razziste, configurando un vero e proprio apartheid democratico in salsa tricolore: dalla legge Prodi-Napolitano alla legge Bossi-Fini hanno reso l’arrivo degli immigrati sempre più drammatico e la loro vita sempre più insostenibile. Hanno reso chi arriva in questo paese criminale per legge in quanto clandestino, hanno istituito dei veri e propri centri di reclusione (i cosiddetti CIE) in cui gli immigrati vengono rinchiusi senza alcun motivo e hanno alimentato a dismisura un’incultura razzista che nel corso degli anni ha tragicamente preso piede nella popolazione di questo paese.

Questo circolo vizioso verrebbe colpito al cuore se le persone cominciassero ad essere libere di muoversi, se venissero accolte e protette nel momento in cui decidono di scappare da zone di guerra, non dovendo così più ricorrere ai viaggi gestiti dai mercanti di morte. La libera circolazione e l’accoglienza sono risposte infinitamente più efficaci ed utili di qualunque fortezza che con le sue mura non può che produrre morte e tragedie. Ma cosa possiamo fare?

Molto: cominciando dall’accoglienza diretta dei profughi, dei rifugiati e più in generale di chi emigra. Accoglienza significa anche un clima accogliente, significa difendere una sorella o un fratello dalle quotidiane vessazioni razziste che proliferano per strada, sugli autobus, nei luoghi di lavoro. Si può fare molto cominciando quindi ad essere migliori, solidali, perché è soltanto difendendo l’umanità ed i diritti di chi è più debole che possiamo migliorare la condizione di noi tutti sempre più aggravata da una politica forse mai così rinchiusa nei propri palazzi e nelle proprie farse e mai così lontana dalle esigenze reali della gente comune.

ADERIAMO AL PRESIDIO CONTRO LE STRAGI IN MARE, PER L’ACCOGLIENZA E LA LIBERA CIRCOLAZIONE IN DETTO DALLA RETE DEI COMITATI SOLIDALI ANTIRAZZISTI, DI

DOMANI VENERDÌ 4 OTTOBRE ORE 17.30 IN PIAZZA DEI CIOMPI A FIRENZE.

INVITIAMO TUTTE LE PERSONE SOLIDALI, LE ASSOCIAZIONE E LE COMUNITA’ DEGLI IMMIGRATI A PARTECIPARE ALL’INIZIATIVA ED A DIFFONDERNE LA NOTIZIA.

Comitato Stop Razzismo – Prato

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