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A Lampedusa muoiono centinaia di persone in mare: gli stati con le loro frontiere sono i colpevoli, gli esseri umani meritano accoglienza

StrageLampedusa.031013

L’ennesima tragedia: un barcone di 500 persone si inabissa al largo di Lampedusa. Non è l’ unica.

  • Nel ‘98 morirono presso Porto Palo, in Sicilia, centinaia di persone.
  • Nel 1997 nel Canale di Otranto, in seguito ad uno scontro con la corvetta della Marina militare italiana «Sibilla», viene affondata la nave albanese “Kater I Rades”, 85 furono i morti. I governi di allora (Prodi, D’Alema) misero tutto a tacere. Solo grazie alla denuncia di alcuni giornalisti e gente solidale si portò alla ribalta la notizia.

Oggi alcune cose si ripetono: le tragedie da una parte e l’ipocrisia politica dall’altra.

  • Come può Napolitano, autore insieme a Livia Turco del numero chiuso alle frontiere (legge del ‘98) oggi esprimere indignazione?
  • Come può il parlamento italiano, che fa accordi con il governo Libico, in continuità con quello di Gheddafi, parlare genericamente e astrattamente di responsabilità?
  • La stessa Boldrini, presidente di una Camera sempre più razzista e grottesca, come si permette di diluire le responsabilità nella “globalizzazione dell’indifferenza”, affermando che “siamo tutti vittime”?

No! va fatta chiarezza: i primi colpevoli sono gli stati, i governi, tutti coloro che costruiscono quest’ordine disumano, le vittime sono i nostri fratelli e le nostre sorelle, i bambini e le bambine.

Di fronte a questa vergogna, per dirla con il papa, c’è una soluzione che chi ci governa potrebbe prendere, se prevalesse in loro un senso di umanità:

  • Aprire le frontiere a queste persone che scappano da guerre o da dittatori sanguinari.
  • Usare i mezzi di difesa per salvare direttamente in mare i nostri simili che viaggiano in queste condizioni.

Facciamo appello alla gente di buona volontà: uniamo le forze, noi gente comune, accogliamo i nostri fratelli e sorelle. Non ci sono soluzioni politiche, le istituzioni sono causa di tutto questo dolore. Le soluzioni sono nell’impegno di ognuno di noi, nella nostra umanità.

Apertura straordinaria delle frontiere per tutti i profughi

Basta stragi in mare, accoglienza per tutti senza condizioni

Presidio Sabato 5 Ottobre ore 15:00
Piazza Cerignola (ex Piazza Foroni) Torino

Riunione Giovedì 10 ottobre ore 19.00
Via Agliè,9 Torino

A3F logo barriera logo csa

Info: Associazione antirazzista interetnica 3 Febbraio

www.a3f.org

www.comitatisolidali.org

Tel 3465708065 -. 3479713796 – 3394877653
a3ftorino(at)hotmail.com

Strage di lampedusa: i colpevoli sono gli stati, le vittime sono i profughi

Pictures in the News: Pachino, Italy

Cari amici e amiche,
Quest’ultima strage a Lampedusa ci addolora, ma non deve frenare la nostra capacità di reagire nel segno dell’ umanità e dell’ accoglienza.

  • Denunciamo con forza l’operato di stati e governi che con il loro numero chiuso alle frontiere sono direttamente implicate in queste stragi.
  • Proponiamo a tutti voi di unirsi nell’accoglienza chiedendo che subito siano aperte straordinariamente le frontiere a tutti i profughi.

Così, secondo noi, si fermano le stragi in mare.

Promuoviamo dappertutto assemblee unitarie per l’accoglienza:

  • Domenica 13 ottobre appuntamento ore 16 in piazza Garibaldi a Napoli

  • Domenica 6 ottobre a Napoli ( Chiesa del Gesù) e a S. Antimo volantinaggio davanti le chiese.

 Info: Associazione Antirazzista Interetnica 3 Febbraio

 

A3F

www.a3f.org

 

Incontro-festa di solidarietà e pacificazione Sabato 21 settembre Casa della Cultura di Utopia socialista – Vallombrosa – FI

Incontro-festa di solidarietà e pacificazione

Sabato 21 settembre

Casa della Cultura di Utopia socialista – Vallombrosa – FI

Ci rivolgiamo a voi fratelli e sorelle immigrati, gente impegnata nel volontariato, persone che credono nella solidarietà, per invitarvi, il 21 settembre prossimo, all’incontro-festa di solidarietà e pacificazione che stiamo preparando alla Casa della Cultura di Utopia socialista a Vallombrosa (FI), nell’ambito della Lunga estate che stiamo svolgendo, dal titolo:

Tra umanesimo e decadenza. Un viaggio nella vicenda della specie umana”.

L’incontro si svolgerà con il coinvolgimento dell’Associazione antirazzista e interetnica “3 Febbraio”, dei Comitati solidali e antirazzisti, di comunità di fratelli e sorelle immigrati e profughi, di persone e realtà della solidarietà.
Vogliamo realizzare una giornata per vivere e parlare insieme di solidarietà: un’occasione per conoscersi e far conoscere diverse storie e costumi, una serata di festa di tanti colori, tanti paesi, tanti modi di cucinare, mangiare, stare insieme. Un momento di incontro interetnico e di pacificazione.

Ogni giorno abbiamo sotto gli occhi le brutture del razzismo, la cattiveria del respingimento, il maltrattamento di chi è considerato diverso, il peso che grava sulla vita di chi, profugo, immigrato, precario, è escluso e sfruttato.
In questi mesi stiamo assistendo al grave dramma in Siria ed in Egitto dove milioni di donne, uomini, bambini che sono stati protagonisti di rivoluzioni per la dignità, la libertà e la pacificazione, si trovano sotto il giogo delle oppressioni mortifere e a fare i conti con divisioni e conflitti interni. Alla nostra gente colpita va tutta la nostra solidarietà.

Stiamo cercando una strada diversa, abbiamo iniziato a costruirla con impegno e convinzione.
Incontriamo esempi positivi e motivi di coraggio in tanti nostri fratelli e sorelle che ci raggiungono da altre parti del mondo, così come da alcuni segnali solidali e di accoglienza umana, dai motivi di riscatto che cercano genti della nostra umanità.

Vogliamo incontrarci, confrontarci e possibilmente continuare ad apprendere insieme dagli esempi migliori, provare a condividere in solidarietà una scelta e un intento di pacificazione di cui essere protagonisti.

Per questo l’invito è ad esserci con idee, proposte e di coinvolgere tutte le persone che possono essere interessate.

Vi aspettiamo a Vallombrosa!

La direzione della Casa della Cultura di US

Per contatti ed informazioni rivolgiti ai numeri:

055 8622714

055 8622393.

E a Torino al: 3394877653

Aggiornamenti dal CSA Il cerchio di Bologna

Logo Comitati Solidali Antirazzisti

Facciamo seguito alla presa di posizione nazionale della segreteria e delle risoluzioni decise in Assemblea a Prato il 27 gennaio rispetto alla soldiarietà con i profughi per l’accoglienza incondizionata per darvi aggiornamenti da Bologna.
Il CSA Il cerchio insieme all’A3F sta sostenendo la lotta di quasi 200 profughi provenienti dalla Libia che sono stati per 2 anni ospiti di una ex caserma a Prati di Caprara e Villa Aldini a Bologna, Il periodo di “accoglienza” delle istituzioni con gestione Croce Rossa si è chiuso, poco importa che fine faranno queste persone o da dove scappavano. (leggi articolo su Repubblica)
Siamo stati loro vicini fin dall’inizio, anche a livello nazionale, sostenendo la forza che nasceva dal lottare insieme e uniti nonostante l’abbattimento e la stanchezza che giorno dopo giorno aumentava.

Siamo stati promotori di un Natale solidale, soprattutto grazie alla determinazione di Eta, e ospiti dei fratelli dentro il campo dove abbiamo fatto festa con musica e amicizia, colorando e riscaldando quel luogo freddo e triste che è stata la loro casa.
Nei pochi mesi che rimanevano prima dell’annunciata chiusura dei centri dalla Prefettura, oltre ai presidi con la A3F, alle assemblee, alcuni fratelli con Eta del CSA il cerchio hanno iniziato dentro il campo un laboratorio di sartoria, con tutte le difficoltà e diffidenze sull’utilità di una tale attività…un modo per mettere in campo le abilità, conoscersi, farsi venire qualche buona idea e intanto farsi conoscere da altre persone o realtà solidali……il tempo però stringeva e le strutture hanno chiuso il 28 febbraio.

L’A3F fin dall’arrivo dei fratelli è stata presente nelle lotte e manifestazioni per l’ottenimento del permesso di soggiorno per motivi umanitari che è arrivato solo ora con qualche soldo per togliersi di torno.
Chi ha potuto se n’è andato, circa 70 sono ancora qui.
Intanto la solidarietà è cresciuta e nei giorni scorsi, quando è arrivata la polizia per sgomberare, al Campo c’era il CSA il cerchio, A3F e ASIA – USB impegnata nella lotta per la casa che ha solidarizzato e ci sta sostenendo.
Grazie alla caparbietà e all’unità che c’è stata, i profughi sono stati temporaneamente sistemati in alcuni dormitori della città come Via del Miliario allestiti per il piano freddo del Comune che terminerà il 31 marzo, dopodichè anche queste strutture saranno chiuse.

Stiamo attivando una rete di soldiarietà e vicinanza intorno ai fratelli, chiedendo a persone o associazioni di attivarsi per trovare momentaneamente CIBO, ACQUA, e qualcunque altra cosa possa essere utile (coperte, scarpe). Questa è la cosa da pensare per i prossimi giorni, in queste settimane i fratelli decideranno come muoversi e noi con loro.

Vi teniamo aggiornati , bon courage!

Scarica l’appello