No alla violenza razzista, verità e giustizia per Zakir

Zakir Hossain era un ragazzo del Bangladesh, lavorava in un ristorante a Pisa. Era venuto in Italia per vivere e ha trovato la morte domenica 13 aprile. Dopo una giornata faticosa di lavoro si avviava verso casa quando è stato aggredito da un uomo che con un pugno in pieno volto l’ha sbattuto a terra. L’impatto al suolo è stato fatale. Non c’è stata speranza, è morto poco dopo in ospedale, mentre l’aggressore si dava alla fuga. Sono tanti ormai in Italia le persone uccise dalla furia razzista. Solo qualche anno fa Mor e Modu a Firenze uccisi a fucilate. Prima ancora era toccato ad Abba a Milano punito a sprangate da un negoziante che riteneva di aver subito un furto. Poco dopo ci fu la strage di Castel Volturno dove persero la vita 5 ghanesi per mano di un commando camorrista. E ancora prima Ibrahim a Napoli ucciso per aver risposto male ad un balordo di strada. E’ una sequela inquietante quella delle offese, delle molestie, delle aggressioni fino agli omicidi degli immigrati. Girare per le strade di questo Paese, prendere l’autobus e perfino lavorare è divenuto un rischio per chi viene considerato diverso. D’altronde è normale schiavizzare, negare i diritti, l’accoglienza, la dignità umana alle persone che vengono da altre parti del mondo in Italia. E’ tutto normale ed è tutto disumano. La vita di milioni di immigrati oggi è a rischio. Ma, è la “loro” vita ad essere a rischio o quella di tutti? Se un essere umano subisce questa sorte, tutti dovremmo sentirci coinvolti. La violenza omicida non risparmia nessuno. Dalle centinaia di donne uccise ogni anno da uomini prepotenti, ai piccoli, ai giovani, nessuno è risparmiato. Mentre denunciamo ciò che è accaduto, mentre esprimiamo solidarietà alla famiglia di Zakir e alla comunità bengalese, riflettiamo su quanto è accaduto e reagiamo insieme, come fratelli e sorelle nell’umanità. Chi attacca l’umanità, attacca la nostra vita, attacca tutti noi. Dobbiamo scuoterci, non rimanere attoniti di fronte a questa ennesima barbarie. Salutiamo la coraggiosa reazione della comunità bengalese che chiede verità e giustizia, appoggiamo la manifestazione che si terrà venerdì 18 aprile a Pisa come momento di coesione, di incontro, dialogo e unione per vincere la paura e l’abbattimento. Facciamo appello ai tanti cristiani che si preparano ad una Pasqua di rinascita e trasformazione, alla gente comune, agli antirazzisti, alle persone di buona volontà per unirsi contro il razzismo dando coraggio ai milioni di immigrati e immigrate che sono in questo Paese e meritano, come ognuno, una vita dignitosa, libera e serena.

Associazione Antirazzista Interetnica 3 Febbraio www.a3f.org

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